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OLGIUS - Viaggio verso l'ignoto


Recensione di Daria Scienza - Milano Platinum

OLGIUS, VIAGGIO VERSO L’IGNOTO

 

Olgius, viaggio verso l’ignoto –

Tempo di viaggi verso terre da esplorare, ma anche tempo da dedicare a letture avvincenti che possono farci davvero viaggiare tra passato e futuro, verso latitudini ai confini del mondo. Cosa mettere dunque nella valigia ideale perché la nostra fantasia possa prendere finalmente il volo? Avventura, mistero, un pizzico di thriller e la seduzione di intraprendere un percorso in progressione, tra cultura e scienza, verità e utopia… Ecco il perché di una proposta letteraria come Olgius, un viaggio verso l’ignoto un romanzo edito da Runa Editrice, opera prima di Antonio Pra, architetto specializzato in restauro artistico monumentale e da sempre impegnato nello studio di civiltà antiche da scoprire.

Una passione sincera, coltivata attraverso anni di ricerche, che si trasfigura nel protagonista di questa avventura cartacea: Anthony Green una sorta di alter ego dell’autore, un divulgatore dedito a svelare enigmi ormai avvolti nelle nebbie di un umanità sconosciuta. Seguendo le tracce di artefatti primitivi e al contempo espressione di una tecnologia rivoluzionaria, dal British Museum raggiungerà uno dei luoghi più inesplorati del pianeta: la Sacha Yakutia nella desolata Siberia orientale.
Un susseguirsi di colpi di scena e personaggi misteriosi trasformeranno una spedizione scientifica in una straordinaria e avvincente avventura, attraverso una frenetica spirale di eventi ad alta tensione fino all’acme di inquietanti rivelazioni, tanto sconvolgenti da mettere in discussione realtà ormai consolidate.

Al centro della narrazione vi sono tematiche importanti, in primis quello della ricerca. Una ricerca che parte da esperienze concrete, di vita e lavorative, per spingersi lungo i binari della paleontolgia e dell’archeologia, senza tuttavia avere la presunzione di proporsi come un vero e proprio trattato scientifico. Tanto che la volontà ferma e instancabile di sondare in modo analitico misteri ancora da svelare non infrange mai la poesia di una seducente fantasia speculativa. Una lettura di certo stimolante, ricca di rimandi e di spunti per menti curiose, pronte ad essere imbarcate su questa macchina del tempo in formato cartaceo…


Intervista all'autore Antonio Pra, a cura di Ramonia Voiculescu

Opera Prima – intervista ad Antonio Pra

 

Oggi parliamo con  un amico: Antonio Pra, in veste di autore del romanzo ” Olgius- – Viaggio Verso l’Ignoto”, pubblicato nel giugno 2018.  Mistero, aventura e amore ti travolgono al confine tra fantasia e realtà.

I protagonisti principali di “Olgius – Viaggio Verso l’Ignoto” (ispirati alla cerchia di amici dell’autore) pur provenendo da diverse esperienze lavorative e di  vita hanno in comune la sete di conoscenza e la volontà di indagare proprio quei temi per i quali ancora non esiste una teoria in grado di fornire una spiegazione totalmente esaustiva. Il romanzo, per quanto riguarda gli argomenti di paleontologia, archeologia, ricerca scientifica, prende spunto da temi reali. Alcuni di questi non hanno ancora trovato una interpretazione definitiva,  per altri le ricerche sono tutt’ora in corso. “Olgius – Viaggio Verso l’Ignoto” rimane un romanzo, non un trattato scientifico.

L’ azione ci porta in giro per il mondo. Sacha Yakutia, Siberia Orientale, Repubblica della Federazione Russa, più di 3 milioni di kmq: è la più vasta unità amministrativa al mondo ed una delle aree più inesplorate della Terra. In particolare il luogo descritto nel romanzo è la cosiddetta “Valle della Morte” chiamata in lingua yakuta “Uliuiu Cherkechekh”. In questa valle si trovano degli artefatti che le popolazioni locali chiamano “Olgius” (Calderoni). Non si sa esattamente quale origine essi abbiano, ma alcune leggende fanno risalire la loro costruzione ai demoni della taiga, Nurgun Botur e Tong Duurai. E’ il luogo abitato più freddo al mondo. Alle locations presenti nel romanzo non mancano l’ Inghilterra e la Svizzera, cosi da creare una situazione antitetica tra tecnologia e mito.

I misteri delle antiche civiltà

Per prima cosa ero curiosa di sapere come è nata l’ idea del romanzo. ” Da sempre sono stato attratto dai misteri delle antiche civiltà e dagli eventi accaduti in quel remoto passato del quale, ne sono convinto, molto c’è ancora da scoprire. Ciò che oggi conosciamo come specie umana non può essere considerato come un insieme di informazioni definitive ed immutabili bensì una base di partenza destinata a costanti e continui mutamenti, spesso graduali, talvolta rivoluzionari.  La scienza, in tutte le sue forme, può essere in questo senso lo strumento che consente al genere umano di progredire. L’archeologia, intesa come disciplina che interagisce con svariate branche scientifiche (geologia, chimica, fisica, informatica, biologia, astronomia ecc.) può essere considerata una sorta di Macchina del Tempo: ci consente di comprendere e talvolta riscrivere frammenti della nostra storia o addirittura stravolgere dogmi ritenuti consolidati. Percepisco la realtà che ci circonda non solo come luogo in cui siamo destinati a vivere, ma come un vero e proprio “rebus” che deve essere decodificato e mai dato per scontato. Un tempo sia Ninive che la Civiltà Assira erano considerate solo come leggende narrate nel Vecchio Testamento fino a che non furono realmente scoperte attraverso gli scavi fatti dagli archeologi Paul Emile Botta e Sir Austin Henry Layard a metà del XIX secolo. E la storia cambiò. Le saghe tramandate oralmente come l’Olonkho, l’antico poema epico delle popolazioni Yakuts che nel 2005 è stato proclamato dall’UNESCO “Patrimonio Orale ed Intangibile dell’Umanità” che è uno dei punti di riferimento del mio romanzo o quelle scritte, come l’Iliade e l’Odissea di Omero, spesso contengono delle vere e proprie testimonianze di fatti accaduti in tempi lontani. I racconti di quegli antichi uomini ricchi di episodi di pura fantasia, non ci devono però far pensare che siano solo il frutto di pura invenzione. Schliemann d’altra parte lo dimostrò con la scoperta della città di Troia. E questo solo per citare un esempio tra i più conosciuti. Negli ultimi decenni infatti di scoperte straordinarie ve ne sono state innumerevoli. Due su tutte la prima, “Gobekli Tepe”, “Collina Tondeggiante” in turco, il sito sacro ubicato nell’odierna Turchia risalente al 9.500 – 10.000 a.C. il cui rinvenimento ha creato non pochi grattacapi agli studiosi: in quel periodo storico semplicemente non avrebbero dovuto esistere forme di civiltà avanzata né tantomeno tecnologie in grado di permettere agli essere umani di edificare siti sacri e di quelle dimensioni megalitiche. Gli scavi iniziati nel 1995 continueranno per chissà quanti anni vista l’estensione dell’area dove sono stati individuati i reperti. La seconda, la scoperta della “Ciudad Blanca” o “Città Bianca del dio Scimmia” nella regione della Mosquitia, in Honduras, di cui parlò Hernan Cortes durante le sue esplorazioni ma che venne sempre considerata come una sorta di mito locale. Ebbene nel 2012 grazie al L.I.D.A.R. ovvero il Light Detection And Ranging, una nuova tecnologia in grado di “vedere” dall’alto l’esistenza di artefatti attraverso le foreste più impenetrabili si raggiunse l’obbiettivo là dove tutti gli esploratori precedenti avevano fallito. Grazie al laser scanner si riuscì ad identificare non solo le tracce di insediamenti umani sotto il manto più spesso della foresta dell’Honduras ma a scoprire le vestigia di un’intera civiltà perduta. In definitiva dunque questo genere di argomenti, unito alla passione per la Ricerca e al fascino che ho sempre subito per alcuni scrittori del passato come Oscar Wilde, Emilio Salgari, Jules Verne, Sir Arthur Conan Doyle, Agatha Cristie, Edgar Alan Poe, George Orwell e Arthur C. Clarke, sono diventati il mix scatenante la nascita del romanzo “Olgius Viaggio Verso l’Ignoto”. Ho creato una trama dove i protagonisti si trovano ad affrontare temi che non sono frutto della fantasia ma che, nonostante siano poco conosciuti, sono anch’essi parte fondante della realtà che ci circonda. ”

Antonio Pra, un uomo non immune alle emozioni

Il pensiero delle emozioni che puo suscitare il contatto con la propria opera prima ha mosso la mia curiosita sollecitando una risposta.  Vorrei sapere che emozione hai provato quando hai tenuto per la prima volta il tuo libro in mano , gli ho chiesto. Se ne avessi avuto bisogno, la sua risposta mi ha dimostrato ancora una volta che Antonio è anche una persona molto sensibile. ” E’ stata un’emozione molto forte: stavo toccando qualcosa che avevo creato con la mia mente e potevo percepirlo in forma materica. Scorrendo le pagine del romanzo ho rivissuto all’istante ogni singolo momento di ricerca, di studio e di articolazione degli intrecci narrativi. E’ molto diverso leggere le pagine di un libro rispetto al file che si elabora attraverso il computer. E’ materia viva, vibrante che ognuno di noi può portare con se e in qualsiasi momento della giornata utilizzarla per farsi trasportare in una dimensione parallela, capace a volte di far ritrovare noi stessi. ”

Essere autore di un romanzo non significa congelare il tua lavoro scrivendone  l’ ultima parola, ne chiudendo definitivamente il libro dopo averlo riletto. ” Quali pensieri ti tormentavano prima della presentazione del libro?”.  ” L’unico pensiero che ho prima di ogni presentazione è capire se la comunicazione ha funzionato, se la notizia dell’evento cioè sia stata divulgata nel modo corretto. Devo ammettere che ad oggi, appena un paio di mesi dall’uscita del romanzo, entrambi gli appuntamenti sono andati ben oltre le più rosee aspettative. Nel primo, quello di giugno, dovevano esserci un centinaio di persone ma alla fine, sollecitati anche da continue telefonate ai gestori di villa Franceschi di Mira da parte di persone che chiedevano di accreditarsi all’evento, ci siamo ritrovati in almeno il triplo. Per chi è scrittore sa che di solito in queste occasioni si contano numeri ben differenti. Nel secondo appuntamento poi, avvenuto presso Terrazza Mare a Lignano Sabbiadoro a ridosso di ferragosto, ho avuto soli cinque giorni di preavviso e, nonostante i timori per la mancanza di tempo per organizzare al meglio la diffusione della notizia, la grande sala era gremita di persone. Questi sono segnali incontrovertibili che danno non solo soddisfazione per il lavoro svolto ma soprattutto per l’essere stato in grado di scegliere argomenti che suscitano a tal punto la curiosità e l’interesse delle persone, che per le imminenti ed ulteriori presentazioni, dovrò sempre utilizzare spazi capienti in grado di accogliere una platea molto numerosa.”

Gli amici nel romanzo e  l’architetto Antonio

L’ idea degli alias mi è piaciuta moltissimo. Dimmi qualcosa di piu a questo proposito, gli ho chiesto io sempre piu curiosa. ” Come dicevo da sempre osservo la realtà sotto diverse angolature: quella diretta, la più evidente, quella del meticoloso approfondimento, per cercare di decodificarla e quella della fantasia con la quale elaboro realtà parallele. Le persone che incontro o che conosco da anni, sono per me da sempre fonte di ispirazione nell’immaginare intrecci di storie ed avventure proiettate nella sfera della ricerca archeologica e del mistero. Osservo, analizzo le loro caratteristiche e in pochi minuti visualizzo un profilo che possa essere adatto per un racconto. Questo tipo di attitudine è sempre stata innata in me. Ora però l’ho utilizzata per la creazione dei personaggi del mio romanzo. Credo che la maggior parte degli scrittori utilizzi questo tipo di sensibilità per sviluppare i propri libri. Nel mio caso si tratta di un gruppo di amici con i quali ho condiviso nel corso degli ultimi anni bellissime esperienze nel campo dell’organizzazione di eventi culturali di grande successo. Erano progetti talmente complessi che pochi avrebbero creduto in una loro possibile realizzazione. Queste persone invece, non solo non hanno esitato ad appoggiarli ma ne sono diventati parte integrante capendone all’istante l’importanza e l’originalità. Mi è stato facile quindi immaginare per questo gruppo di amici un ruolo nella creazione della storia di OLGIUS – Viaggio Verso l’Ignoto.”

Mi sono ricordata che Antonio, sotto sotto, è un architetto.  Dopo aver conseguito la maturità al Liceo Scientifico si è laureato in Architettura con la specializzazione di restauro artistico monumentale nell’Aprile del 1994.

Per tutta la sua vita ha approfondito tematiche di tipo archeologico e riguardanti le Antiche Civiltà, organizzando tra l’altro come assessore cicli di conferenze, mostre e rievocazioni storiche di grandissimo successo come: “I Misteri delle Antiche Civiltà”, 2 edizioni che hanno compreso varie conferenze dedicate ai temi dell’archeologia e dell’esplorazione;

  • “L’Osireion di Abido, viaggio del cuore spirituale dell’antico Egitto”, mostra durante la quale è stato ricostruito per la prima volta al mondo in scala 1:1 parte del sancta sanctorum dell’importantissimo sito egiziano e sono state usate tecnologie avanzate di interazione virtuale computerizzata. Durante i tre mesi di esposizione il grande scrittore Valerio Massimo Manfredi si è recato appositamente a visitare la mostra e ha tenuto una lectio magistralis presso il cinema teatro “Italia” di Dolo.
  • “Cleonimo di Sparta contro i Veneti”, 2 edizioni, rievocazione storica basata sul libro “Ab Urbe Condita” dello scrittore romano di origini padovane Tito Livio. Una sceneggiatura completamente inedita ed originale ha entusiasmato il pubblico italiano e straniero.

Non potevo a questo punto non chiedergli come è l’ Antonio architetto, è lo stesso Antonio scrittore di romanzi? ” Assolutamente si. Anche quando mi occupo dei Beni Culturali o di restauro artistico monumentale, non sono diverso da ciò che traspare dalle pagine del romanzo: cerco di analizzare a fondo ogni situazione finché non ho il quadro completo che mi consente di scegliere l’opzione più adatta in termini di affidabilità, efficienza e coerenza storica. Sono un concentrato di meticolosità, curiosità scientifica e fantasia: non smetto mai di farmi domande sul mondo che ci circonda e mi appassiono nel cercare le risposte.”

I suoi  ricordi della Romania

Scoprire che da bambino aveva visitato la Romania, il paese dove sono nata, mi ha dato un enorme piacere. Ho voluto sapere quali erano i suoi ricordi. „E’ stato un viaggio meraviglioso che è rimasto impresso indelebilmente nei miei ricordi. Ho visto luoghi di una bellezza incontaminata, comunità di persone che vivevano secondo le tradizioni più antiche, chiese impreziosite anche sulle pareti esterne da stupendi cicli di affreschi in perfette condizioni nonostante lo scorrere dei secoli. Ho avuto il privilegio di pernottare in un convento ortodosso partecipando ai momenti di vita quotidiana di quegli uomini e di quelle donne custodi di una sapienza che si perde nella notte dei tempi. Ho apprezzato la cucina tradizionale durante un matrimonio che sembrava non dovesse aver mai fine attraverso un coinvolgimento emotivo unico ed entusiasmante di tutti i partecipanti. Insomma se ricordo ancora tutti questi particolari nonostante avessi avuto otto anni significa che per me è stata una esperienza indimenticabile. ”

La forza e l’ amore

Ho avuto il piacere di conoscere anche Gianna, la mamma di Antonio. Donna stupenda, allegra, piena di vitta e riflessiva. Non ho potuto rinunciare ad indagare sul loro fortissimo legame.” Che tipo di figlio ti sembra di essere? Tu madre è un critico esigente? ”  A mia madre devo tutto. Da lei ho ereditato anche la passione per i classici della letteratura inglese soprattutto del genere “giallo” come Agatha Cristie. E’ lei che legge per prima i miei manoscritti e da ciò che mi dice capisco se l’intreccio che ho creato è avvincente ma al contempo di complessa soluzione come avviene nei romanzi della sua autrice preferita. ”

Qual’ è il tuo motto? ” “Non troverai mai la Verità se non sei disposto ad accettare ciò che non ti aspettavi” (Eraclito).

Riflessioni

Scrivere ti ha fato scoprire una parte di te di cui non conoscevi l’ esistenza? ” Direi che piuttosto lo strumento “romanzo” mi ha permesso di esprimere contemporaneamente tutte le mie passioni in un’unica trama: mistero, thriller, avventura. Da ciò che scrivo tutto ciò trapela completamente ed è un’esperienza comunicativa che mi entusiasma moltissimo. „

Sperando vivamente che Antonio intenda proseguire la sua attività di scrittore di romanzi ho chiesto che progetti ha per il futuro. ”  Ho già in mente il seguito di OLGIUS – Viaggio Verso l’Ignoto. Questo non significa che il primo romanzo abbia una trama incompiuta, assolutamente no. Chi lo leggerà capirà che si sono create una serie di dinamiche durante quell’avventura che si prestano benissimo ad ulteriori sviluppi. Un team di personaggi pronti a risolvere e svelare i più sconosciuti misteri della realtà che ci circonda. E la Romania sarà uno dei luoghi che Mr. Green ed i suoi amici si troveranno ad esplorare alla ricerca della soluzione di un enigma di particolare importanza per la storia dell’Uomo. Inoltre sto elaborando un progetto per uno spettacolo che sarà unico nel suo genere destinato a far rivivere le gesta di antichi eroi nel litorale friulano la prossima estate. Se si realizzerà sarai tra le prime persone a saperlo.”

Leggere un libro è molto importante, anche se oggigiorno la tecnologia tenta di piu i giovani. Cosi ho chiesto a Antonio di dare un suo messaggio alle nuove generazioni. ” Ti rispondo con un altro motto che è un proverbio arabo anch’esso citato in OLGIUS – Viaggio Verso l’Ignoto:

“Non arrenderti. Rischieresti di farlo un’ora prima del miracolo.”

Antonio ha un fortissimo legame di amicizia con Danilo Leo Lazzarini, attore, consulente storico, scrittore, maestro d’ armi e, naturalmente, gladiatore. Avendolo conosciutto, posso affermare che Leo è forse l’ alias piu reale del suo romanzo. ” Leo e un mio grande amico e con lui abiamo gia realizzato tante iniziative culturali e ne stiamo progettando delle altre. ”

Salutando Antonio lo pregato di non farci attendere tropo per il seguito di questa avvincente avventura.

( traduzione e adattamento a cura di G. Sanna )

 


Recensione di Chiara Argirò su La Stamberga dei Lettori

6 marzo 2019

Olgius - Viaggio verso l'ignoto - Antonio Pra

 
Londra 2015. Anthony Green è uno studioso dei misteri delle Antiche Civiltà. Dopo una serie di conferenze di successo, viene ingaggiato dal British Museum per registrare dei documentari su alcuni reperti esposti nelle sale del museo londinese. Un incontro con una enigmatica donna e un'escalation di strane coincidenze, lo portano a partecipare a una spedizione assieme ai suoi amici in uno dei luoghi più inesplorati del pianeta, la Valle della Morte nella Yakutia, alla ricerca di avanzati artefatti tecnologici che, secondo le tradizioni locali, sarebbero stati creati nell'antichità da una dinastia di esseri altamente progrediti. Una straordinaria occasione per far luce sui racconti per secoli tramandati tra i popoli della taiga siberiana che si tramuta ben presto in una pericolosa avventura dagli imprevedibili risvolti. I guai per Anthony Green e amici aumentano sempre di più a mano a mano che si avvicinano a comprendere il segreto celato dietro la donna che li ha coinvolti nei frenetici eventi ad alta tensione. Si troveranno infatti, oltre a dover lottare per le proprie vite, a misurarsi con inquietanti rivelazioni in grado di far vacillare le loro stesse certezze sul mondo che li circonda.

Recensione

Olgius – Viaggio verso l’ignoto è un romanzo originale dalle tinte camaleontiche, motivo per il quale non è semplice collocarlo all'interno di un unico genere - si tratta infatti di un romanzo-contenitore che tratta degli argomenti più disparati. Con una grande abilità di scrittura e con maestria, il bravissimo autore, Antonio Pra, spazia tra temi vari come la storia, lo sciamanesimo, la scienza, l’archeologia, la chimica, la fisica quantistica, l’enogastronomia, la musica ed il cinema.

La storia non solo è avvincente – il filone della spedizione in terre desolate e sperdute nel cuore della Yakutia alla ricerca di artefatti misteriosi, gli Olgius, si intreccia con il desiderio di avventura e con la curiosità dei personaggi protagonisti – ma è soprattutto solida grazie alle preziosissime digressioni che l’autore ci regala per raccontare ciò che attribuisce una veridicità sempre più nitida al romanzo: dati scientifici reali, argomentazioni di ampio respiro su fatti storici e su spedizioni archeologiche o su studi e ricerche realmente avvenute.

Raccontare verità scientifiche nel modo più semplice possibile caricando il testo di suspence e rafforzando la base narrativa con elementi veri, reali e verificabili non è semplice, eppure Antonio Pra riesce nell’impresa – giunonica a detta mia – con la sua naturalezza e con il suo stile di scrittura fluido e coinvolgente, trasformando un romanzo di avventura in uno strumento di divulgazione scientifica e archeologica.

La storia degli Olgius, le spedizioni scientifiche che si sono susseguite in quegli impervi territori, i misteri di tecnologie antiche all'avanguardia e sconosciute alla scienza moderna, fungono da combustibile ad una vicenda che parte lentamente – comprensibile vista la necessità di presentare i personaggi principali e dare un primo sguardo al contesto d’ambientazione – ma che prende il via dopo un paio di capitoli senza fermarsi, incalzando il lettore fino all'ultima pagina.

Non possiamo non dedicare un piccolo spazio alla significativa sfumatura personale che l’autore inserisce nel suo romanzo: i personaggi principali – come Mick, Frank ad esempio – sono reali, sono amici veri dell’autore trasposti nella vicenda e questo, conferisce un ulteriore punto a favore della credibilità e veridicità del testo anche se, è come sfondare una porta già aperta. Qui sta la bravura, raccontare il vero attraverso una storia inventata ma sfruttando personaggi reali.

L'unico appunto che mi sento di fare è su Anthony Green, il protagonista della storia – già dal suo soprannome Gil, da Gilgamesh, capiamo immediatamente con chi abbiamo a che fare – ben venga che sia un appassionato di arte, di storia, di scienza, di cinema, di musica, di delizie enogastronomiche e quant'altro ma la sua incontenibile cultura, a tratti si trasforma in saccenza da tuttologo. Il problema non sono le sue innumerevoli passioni ma il fatto che voglia rappresentarsi come un esperto in ogni campo, il che lo trasforma in un personaggio completamente diverso dalla sua natura. Va bene raccontare attraverso il sapere di Gil tutti gli aneddoti storici e gli esiti delle scoperte scientifiche, ma perché non sfruttare magari anche la voce degli altri personaggi per poter parlare di musica, di storia e di tutto il resto? Concentrare tutto sulla persona del protagonista fa sì che questo ne risenta, un peccato contando che in realtà Gil è un personaggio forte, astuto, determinato, ostinato, intelligente e coraggioso. A suo favore c’è un forte ingegno ed un’inventiva fuori dal comune, con Gil non ci si annoia mai, questo è certo! È piacevole sentirlo conversare e raccontare ed è pieno di qualità, è un protagonista brillante che fa brillare anche ciò che lo circonda.

Ho apprezzato moltissimo il testo, traspare una grande dedizione e una grande passione per la scrittura, una chicca per amatori sono le citazioni che fanno da incipit ad ogni capitolo: Freud, Andrè Gide, John Muir, Marco Aurelio, Aristotele, Mark Twain sono solo alcuni dei prestigiosi nomi a cui Antonio Pra fa riferimento. Un romanzo nel romanzo, e va da sè che è proprio la cura per questi piccoli dettagli che impreziosiscono il testo al punto tale da renderlo unico e di alto livello. Non è solo la storia in sè insomma, c'è altro, molto altro.

Un altro punto a favore dell’autore è lo spazio narrativo riservato alla descrizione degli ambienti e dei paesaggi. Leggendo Olgius è come se il lettore facesse un vero e proprio viaggio sorvolando la bella Londra, la fredda e misteriosa Russia e l’intrigante Svizzera. Una cura minuziosa dei dettagli – sia per gli spazi che per gli eventi narrati – è in grado di trasportare il lettore proprio lì, nel qui ed ora della storia al fianco di Gil e della bella Isabel – la donna nonché studiosa che tanto incuriosisce Gil – assieme all’ispettore Hill o l’abile proprietario della galleria d’arte, Mr Kimmel.

Il mistero degli Olgius – strutture antiche dalla tecnologia avanzata – si intreccia con la natura a sua volta misteriosa di una popolazione antica dalle origini semi-regali, le cui scelte del passato e perché no, anche del presente, potrebbero mettere in discussione tutte le nostre certezze. Non mancherà nella trama la presenza di un complotto ai danni dei nostri eroi ordito da un gruppo di malintenzionati votati ad asservire la scienza per scopi tutt’altro che nobili.

Che dire, tra le emozioni più estreme procedendo nella lettura di Olgius, il lettore si imbatte in un plot che funziona e che convince e che invita sempre di più a proseguire con la lettura, pagina a dopo pagina, per scoprire cosa succede.

Il romanzo è un’occasione per scoprire non solo una storia che vince ma soprattutto per confrontarsi con mondi ed universi tematici che magari la maggior parte di noi non conosce; è uno spunto di riflessione valido sulle civiltà passate e su quanto abbiamo da imparare ancora e da scoprire sul loro conto. Un’avventura che conquista e che merita veramente di raggiungere ottimi risultati in primis per l’immenso e accurato lavoro di ricerca fatto da Antonio Pra - con il quale mi complimento moltissimo - che riesce a toccare quanti più punti tematici possibili al meglio e soprattutto, come si evince dalla lettura, per il credo professato dalle pagine del romanzo. L’autore sicuramente crede molto in quello che scrive e traspare tutta la sua passione. Non è facile infatti riuscire a scrivere ad un livello così alto di argomenti così complessi rendendoli allo stesso tempo interessanti ed in tinta con un romanzo narrativo.
Cinque stelle per Olgius e tanti complimenti ancora all’autore che con la sua penna abile e sapiente dà voce e vita alle sue passioni.

Giudizio:

Dettagli del libro

  • Titolo: Olgius - viaggio verso l'ignoto
  • Autore: Antonio Pra
  • Editore: Runa Editrice
  • Data di Pubblicazione: Giugno 2018
  • ISBN-13:9788897674665
  • Pagine: 445 pagine
  • Formato - Prezzo:Brossura - 16,00 Euro

 
 
   

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