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Il nuovo sistema

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La “normalità” diventa il valore supremo cui tutti (o quasi) si adeguano senza protestare...
Autore: Guido de Eccher
ISBN: 978-88-97674-08-5
N.pag.: 342
Rilegatura: Brossura
Formato: 14x21
Genere: fantapolitica - distopia

Prezzo di copertina 16,00 €


Descrizione

C’è un Paese che finisce in una crisi devastante: produzione che sprofonda, debito pubblico alle stelle... si afferma Nazione Nuova, un partito cui nessuno dava credito, ma che ottiene la maggioranza. Il nuovo governo introduce nuove tasse e un pesante prelievo sui risparmi. Dopo le prime violente proteste, la popolazione accetta il cambiamento e ritorna la calma. Il prezzo da pagare è però alto: i lavoratori più anziani sono espulsi, è introdotta una nuova legislazione che conferisce poteri inusitati a polizia e magistratura; molte persone spariscono senza lasciare traccia. I giovani sono i primi ad accettare la “normalizzazione” propugnata dal governo, forse perché beneficiati a spese degli anziani. La “normalità” diventa il valore supremo cui tutti (o quasi) si adeguano senza protestare: Normalità come piattezza mentale, come adesione totale al Sistema. Già, perché il nuovo corso ha un nome: il Nuovo Sistema.

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Recensione di Miriam Mastrovito

Normalità. Una parola rassicurante, all’apparenza  innocua. Può essere questa la chiave risolutiva per  una società sull’orlo del  collasso?Nazione Nuova non ha dubbi in  proposito.Non abbiate timore, non sto per presentarvi l’ennesimo  partito spuntato come un fungo nell’intricato sottobosco della politica  italiana. Qui si parla di un altro paese, un paese immaginario sebbene  tristemente simile al nostro. Crisi economica, disoccupazione, debito pubblico  alle stelle. Questo è il desolante quadro della situazione quando un neonato  partito, a cui nessuno dava credito, ottiene la maggioranza assumendo le redini  del governo. È l’inizio di un nuovo corso. Vengono introdotte nuove tasse e  pesanti prelievi sui risparmi, i lavoratori anziani vengono espulsi per far  largo ai giovani, polizia e magistratura ottengono maggiori poteri affinché  possano eliminare gli elementi di disturbo, la Normalità si afferma come valore  supremo a cui tutti devono adeguarsi.In breve tempo gli obiettivi prefissati dal Nuovo  Sistema vengono raggiunti. La crisi è superata, l’economia in ripresa, l’ordine  garantito, ma a quale prezzo? E sì, perché c’è sempre un prezzo da  pagare.Nel suo celebre saggio Fuga dalla libertà, Erich  Fromm spiega come l’essere liberi rappresenti un valore ma, al tempo stesso, un  grave peso da sopportare per l’umanità, una responsabilità dalla quale tende a  fuggire rifugiandosi nell’autoritarismo o nel conformismo. L’affermarsi dei  regimi totalitari è possibile fintantoché l’uomo rinunciaspontaneamente alla libertà assicurata da una società  individualistica in cambio di sicurezza. È proprio questo il meccanismo alla base del Nuovo  Sistema ipotizzato da Guido de Eccher. La normalizzazione accettata dal popolo  coincide con il conformismo assoluto, con l’appiattimento mentale e la rinuncia  a qualsiasi forma di autonomia di pensiero. È questo il prezzo da pagare per  essere parte di un’unica grande famiglia nel cui grembo sentirsi accuditi  e protetti da qualsiasi avversità. Il risultato, come facilmente intuibile, è una società  distopica che richiama a gran voce l’inquietante scenario prospettato da Orwell  in 1984. Qui non c’è l’onnipresente televisione che spia ma ci  sono pillole da assumere quotidianamente perché la mente sia educata a non porsi  troppe domande, ci sono i messaggi subliminali e c’è il condizionamento di massa  che passa anche attraverso un nuovo programma di istruzione che si prefigge di  creare l’Uomo Nuovo. I giovani hanno un lavoro garantito ma per loro è d’obbligo  omologarsi. Qualsiasi trasgressione, naturalmente, viene pesantemente  punita.In questo contesto si snoda la storia di Albert Ruggi e  di Lara Kolkey, la storia di due individui refrattari al sistema e della loro  lotta per la riconquista della libertà. Lui è un trentenne imprigionato perché  dissidente quando ancora il Nuovo Sistema era ai suoi albori. Dopo dieci anni di  detenzione viene rilasciato e gli viene offerta l’opportunità di  reintegrarsi.Lei è una ragazza ribelle per natura. Alle spalle ha un  lungo periodo di permanenza in un reclusorio statale in cui hanno tentato di  guarirla dalla sua anormalità ma con scarsi risultati. Forse a causa di  un’anomalia genetica, Lara ha sviluppato una particolare facoltà: riesce a  riconoscere le persone che come lei hanno conservato una certa capacità critica  sfuggendo alla generale massificazione e se ne sente attratta come il ferro da  una calamita. Sarà proprio questa capacità a far sì che incroci Albert sul suo  cammino. Ma si tratta solo di questo? La ribellione dei due protagonisti sarà davvero il  frutto di una libera scelta o sono pedine inconsapevoli sulla scacchiera del  Sistema che ha deciso di servirsi di loro per degli oscuri  scopi? Tra colpi di scena, complotti e una guerriglia che si  prepara nel territorio impervio dei monti Wabiti, l’autore sviluppa una trama  solida e avvincente. La società da lui immaginata e ampiamente descritta provoca  un senso di claustrofobia e disagio soprattutto perché ci appare assolutamente  futuribile. Inquietano le similitudini tra il nostro e il suo paese immaginario.  Leggendo il romanzo non si può fare a meno di pensare alla crisi che noi stessi  stiamo attraversando e di percepire il Nuovo Sistema come qualcosa che va oltre  un’ipotesi di pura fantasia. Allo stesso modo però, non si può evitare di  guadare ad Albert e Lara come a due esempi che, nonostante tutto, infondono  speranza giacché come scrive Fromm nel succitato saggio,“l’atto di  disobbedienza, in quanto atto di libertà, è l’inizio della ragione”. E forse  proprio la ragione può rappresentare una risposta alternativa alla Normalità.

Miriam Mastrovito
 
 
 

Recensioni

Domenica, 08 Settembre 2013

Una parola ricorrente nel racc indotta dal ceto dominante. Nelle società moderne veng che ne enfatizzano il “pensiero”, costruisce una normalità funzionale al superamento di un vecchio modello sociale, al quale si sostituisce epurando una vecchia classe dirigente e promuovendo il carrierismo dei giovani, a patto che essi non osino mai metterne in discussione le fondamenta. Nel nuovo potere c'è prima l'idea del modello sociale, poi delle persone. L'umanesimo che ne affiora si dissolve, si sgretola, perché il modello che emerge è un modello esclusivamente dominante in cui non vi è alcuno spazio per le persone, per la loro individualità, libertà di pensiero e di espressione. Ogni pensiero diverso da quello ufficiale viene “curato”, addomesticato o represso, fino a far sì che quel modello viva a
Giuseppe Pellegrino
   

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